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La Blockchain è lo strumento per riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione

La proposta di piano per la ripresa economica post Covid-19 della Commissione Europea


Il Covid-19 ha causato, come conseguenza diretta, una crisi sanitaria mondiale senza precedenti. Terminata, almeno in Italia, la prima fase, relativa alla gestione e al contenimento della diffusione del virus, il Covid-19 preannuncia una crisi indiretta ancora più grave, quella economica e finanziaria.



Il Coronavirus ha, infatti, “sconvolto profondamente l'Europa e il resto del mondo, mettendo alla prova i nostri sistemi sanitari e previdenziali, le nostre società, le nostre economie e il nostro modo di vivere e lavorare insieme. Le persone hanno perso i loro cari e il loro posto di lavoro, mentre regna l'incertezza su progetti e futuro”.


Con queste premesse, la Commissione Europea, lo scorso 27 maggio, ha presentato la proposta per il piano di ripresa dell’Unione Europea intitolato “Il momento dell'Europa: riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione”, sotto forma di una comunicazione diretta al Parlamento Europeo, al Consiglio Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni.


Lo scritto non rappresenta solo una proposta per il futuro ma una analisi del passato e del presente, come presa di coscienza dei limiti dell’attuale sistema economico che è necessario modificare per “riparare i danni causati dalla crisi e preparare un futuro migliore per la prossima generazione”.


Lo sguardo al futuro, delineato dalla Commissione, ha il pregio di sdoganare l’importanza della tecnologia non solo nella fase della ripresa, ma per la stessa costruzione delle fondamenta della società da lasciare in eredità alle prossime generazioni: una società sostenibile, uniforme, inclusiva ed equa per tutti gli Stati Membri. Non a caso, lo strumento proposto dalla Commissione per la ripresa economica è stato denominato Next Generation EU.

Se fino a qualche anno fa, le nuove tecnologie erano viste come un nemico per il mondo del lavoro, capaci di sostituire i lavoratori svolgendo le stesse mansioni, anche meglio, dell’uomo, la crisi sanitaria ed economica ha permesso di dimostrare che l’evoluzione tecnologica non è, a ben vedere, un limite per l’attuazione dei diritti sociali della società, ma un’opportunità per la loro concretizzazione.

L’analisi della Commissione, con riferimento ai problemi esistenti da superare e agli obiettivi per il futuro, regala un’immagine molto chiara circa l’importanza delle nuove tecnologie ed, in particolare, della Blockchain, la piattaforma decentralizzata che rappresenta la chiave di lettura per il raggiungimento degli obiettivi posti dall’UE per il futuro.

Gli obiettivi per il futuro, delineati nella comunicazione, possono essere sintetizzati in alcuni punti chiave, strettamente connessi alla Blockchain:

  • la realizzazione di una economica circolare, in grado di ridurre l’impatto ambientale, accelerando la duplice transizione verde e digitale;

  • ristabilire la fiducia dei cittadini nel sistema;

  • ridurre le disuguaglianze e la concreta attuazione dei diritti sociali e dell’inclusione, anche garantendo un reddito minimo a ciascun cittadino che possa assicurargli una vita dignitosa;

  • semplificare la burocrazia;

  • garantire la concreta partecipazione dei cittadini alla democrazia.

La stessa Commissione sottolinea l’importanza della tecnologia per il perseguimento degli obiettivi proposti, ragion per cui è opportuno analizzare la concreta applicabilità della tecnologia Blockchain ad ognuno dei singoli punti evidenziati.

L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica la condivisione, il prestito, il riutilizzo, la riparazione e il riciclo di materiali e prodotti esistenti, affinché possano essere utilizzati il più a lungo possibile. In altri termini, l’economia circolare mira alla realizzazione di un ciclo produttivo ad impatto zero che possa generare continuamente valore ed è la chiave per addivenire ad una transizione verde e digitale per rafforzare la competitività, la resilienza e la posizione dell'Europa nel mercato mondiale.

L’affermazione di un’economia circolare non può prescindere dall’utilizzo della tecnologia sia per efficientare il ciclo produttivo, attraverso il tracciamento della filiera, a garanzia della qualità del prodotto finale, sia per prevenire frodi alimentari e fiscali.

In questo quadro, è evidente l’importanza della Blockchain che permette il tracciamento e la storicizzazione dei dati archiviati sulla piattaforma. Il tracciamento dei dati non si riduce a garanzia della trasparenza del prodotto finale, ma permette l’effettiva contribuzione alla spesa pubblica, garantendo il gettito fiscale e prevenendo le frodi fiscali.

L’efficientamento del processo produttivo non può prescindere, come constatato dalla Commissione, dalla riduzione della burocrazia amministrativa che appesantisce e rallenta gli iter della filiera.


Proprio la tecnologia Blockchain può trasformare radicalmente il modo in cui vengono gestiti ed erogati la maggior parte dei servizi offerti dalle amministrazioni a cittadini ed imprese.

Per accelerare la burocrazia non basta, infatti, digitalizzare i documenti, ma è necessario semplificare ed automatizzare tutti quei passaggi del controllo amministrativo che gravano sui cittadini. In tal senso, la Blockchain è lo strumento per decentralizzare i dati e le informazioni in possesso delle Pubbliche Amministrazioni, garantendone la storicizzazione, la sicurezza e la tracciabilità.

Se è chiaro che la Blockchain possa essere lo strumento ideale per ripristinare la fiducia nel sistema produttivo ed incentivare gli investimenti realizzando un sistema trasparente e sicuro, c’è un ulteriore aspetto in cui la tecnologia può riversare tutto il suo potenziale: quello finanziario.


La crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria ha fatto emergere la fragilità del sistema economico attuale, accentuando le differenze sociali e traducendosi in una “tragedia umana”, come definita nel documento in commento. La tragedia umana non è legata solo alle migliaia di morti causate dall’epidemia, ma alla consapevole esistenza di categorie sociali troppo fragili per affrontare la crisi economica che sta derivando dal blocco produttivo imposto.

La crisi economica, come sottolineato dalla Commissione, accentua il rischio “di determinare una ripresa squilibrata, di creare una disparità di condizioni e di accentuare le differenze”.


Gli strumenti statali stanno dimostrando la propria incapacità di affrontare un’emergenza economica che travolge tanto i soggetti già fragili, quanto le imprese “sane”, come tristemente constato dal documento della Commissione. Anche le banche, già destabilizzate dalla crisi economica precedente, si sono mostrate strumenti insufficienti a fronteggiare la carenza di liquidità diffusa nella società. Anzi, i timori più radicati a livello planetario, oggi, riguardano proprio le banche e da più parti gli esperti analizzano i dati e preannunciano disastri finanziari e crolli del sistema bancario.


Chiaramente, è arduo immaginare che questo sistema economico, così come concepito, possa essere lo strumento per la concreta attuazione dei diritti sociali di ciascun individuo, primo tra tutti il diritto a vivere dignitosamente. Come sottolinea la Commissione, i cittadini ed i lavoratori dell'UE devono potersi guadagnare da vivere dignitosamente, in quanto: “Garantire un minimo salariale, fissato a livelli adeguati, aiuta i lavoratori vulnerabili a crearsi una riserva finanziaria nei periodi di congiuntura favorevole e a contenere il calo del reddito nei periodi di congiuntura sfavorevole. Poiché le donne sono sovrarappresentate e sottopagate in molti posti di lavoro in prima linea, la necessità di colmare il divario retributivo di genere, anche attraverso misure vincolanti in materia di trasparenza retributiva, diventa ancor più importante”.


Uguaglianza, trasparenza retributiva e minimo salariale sono, dunque, le coordinate per la concreta attuazione dei diritti sociali di ciascun individuo.

Se ciascun cittadino fosse parte di una piattaforma in cui il curriculum possa essere tracciato e verificato, se le scelte del datore di lavoro, in termini di retribuzione ed assunzione, fossero tracciate e visibili a tutti o, meglio ancora, la scelta fosse affidata ad un algoritmo sulla base delle effettive e certificate competenze, allora uguaglianza e trasparenza retributiva sarebbero concretamente attuabili.


La piattaforma in grado di garantire tutto ciò esiste, è già utilizzata in diverse parti del mondo ed è, appunto, la Blockchain. Anche in questo caso, quindi, la Blockchain è lo strumento effettivo per l’attuazione degli obiettivi europei.

Sul piano concreto, la Commissione sottolinea l’importanza di garantire un “minimo salariale”, un concetto che richiama quello di reddito di base universale, sostenuto da molti economisti, il quale consiste nella garanzia di una base minima di sostentamento per ogni individuo.


Guardando al funzionamento delle economie moderne, la concreta realizzazione di un reddito minimo sembra una vera utopia. Le valute ufficiali sono oggi emesse dai governi centrali, i quali ne garantiscono il valore grazie alla fiducia che riponiamo in loro. La circolazione della moneta è gestita e controllata a livello centrale e, quindi, anche chi controlla ed emette moneta può farlo con il rischio di inflazionarne il valore ed inondare il mercato di soldi per salvare banche e istituzioni finanziare in crisi.

L’alternativa al sistema monetario attuale sono, appunto, le criptovalute, ospitate dalla tecnologia Blockchain e che costituiscono un sistema diffuso e decentralizzato di “contabilità” dove nessuna banca o governo detiene il potere assoluto di emettere moneta.

Con le criptovalute, non è lo Stato a immettere denaro nel sistema attraverso le banche centrali: sono le persone che creano valore che entra in circolazione, ma in maniera diffusa.

Attraverso la piattaforma, è possibile scambiare qualsiasi cosa abbia un valore economico in modo trasparente e sulla base della fiducia nel sistema. Ad ogni transazione, il sistema trattiene una piccola quantità di criptovaluta che diviene una riserva di valore da redistribuire, realizzando, così, un reddito di base universale.


Potrebbe sembrare che la decentralizzazione della moneta sia in contraddizione con il concetto di democrazia europea che pure è tra gli obiettivi della Commissione. Eppure, la Blockchain si concreta nella più alta forma di democrazia, permettendo ai cittadini di partecipare attivamente alla gestione dello Stato, senza delegare le scelte ai rappresentanti eletti, ma assumendo direttamente ogni decisione attraverso la piattaforma che garantisce modalità di voto trasparenti. In questo modo, i cittadini potranno “svolgere un ruolo guida e attivo nel definire le nostre priorità e il nostro livello di ambizione per la costruzione di un'Europa più resiliente, sostenibile ed equa”, come auspicato dalla Commissione.


In definitiva, l’emergenza sanitaria ha comportato conseguenze rilevanti e preannuncia l’inizio di una crisi economica globale senza precedenti. La sfida che si pone per i governanti del mondo e, in primis, dell’Unione Europea, non è semplice ma la tecnologia Blockchain, come esaminato, può essere la soluzione per cogliere dalla disfatta del sistema attuale l’occasione per una migliore rinascita, costruendo una società sostenibile, uniforme, inclusiva ed equa da lasciare in eredità alle prossime generazioni.


L’implementazione della tecnologia Blockchain è il miglior dono per le generazioni future.