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Il ruolo della Blockchain nella fase 2: geopolitica nella strategia della ripresa

Il mercato digitale rappresenta la nuova ambizione dei mercati internazionali.

Dalla P.A. a portata di mano alla Smart Mobility: l'Italia punta sempre di più alla digitalizzazione dei servizi pubblici, essenziale per la ripresa sociale ed economica del Paese.


Quale ruolo spetta alla blockchain?

Durante il World Economic Forum di Davos del 20 gennaio scorso, la Responsabile per l’Economia circolare e l’innovazione del WEF, Antonia Gawel, ha preannunciato la nuova rivoluzione digitale: “Stiamo entrando in una nuova era di innovazione. Tecnologie dirompenti come la blockchain, i veicoli autonomi e l’editing genetico, che sono stati in fase embrionale per diversi anni, stanno per avere un impatto reale sulla nostra vita”.


La dichiarazione ha anticipato di poco la grave emergenza sanitaria da Covid-19 che ha imposto il distanziamento sociale e il conseguente blocco delle attività produttive, facendo emergere l’importanza della tecnologia per evitare la paralisi totale del Paese.


Un esempio è la call lanciata dal Governo italiano a tutte le aziende tech del Paese per lo sviluppo di soluzioni innovative di sostegno al S.S.N., e che ha portato alla realizzazione della tanto contestata app “Immuni”.

D’altra parte, sono diversi gli esempi di Paesi che, grazie all’adozione di tecniche e procedure all’avanguardia, hanno affrontato in maniera efficiente e risolutiva l’emergenza da Covid-19, come la Cina e la Corea del Sud, dove l'innovazione tecnologica ha giocato un ruolo cruciale nel tracciamento e contenimento dei contagi, consentendo un importante contenimento della curva epidemiologica ed un maggior controllo della diffusione del Covid-19.



La tecnologia, però, non è solo un mero strumento di contenimento del rischio sanitario, tanto è vero che sono numerosi gli esempi all’estero di Stati che stanno affrontando la crisi economica proprio grazie agli investimenti nell’innovazione tecnologica.

Ed, infatti, il primo concreto esempio si è avuto il 25 aprile scorso, quando la Cina ha lanciato la Blockchain-based Service Network (BSN), una rete nata dalla collaborazione tra governo, banche ed aziende cinesi con un protocollo permissioned.

Mentre la Cina fa la sua ascesa nel campo della tecnologia globale, Trump dichiara finiti i giorni della globalizzazione. Il presidente americano intervistato da Maria Bartiromo per Fox Business, ha parlato di un necessario de-coupling degli USA con la produzione cinese causato dalla crisi del Covid-19, che permetterà di riportare la produzione negli USA.

In questo scontro fra le due super potenze, anche l’Europa sta cercando di sviluppare una piattaforma per dare un nuovo impulso all’economia, supportando finanziariamente la ricerca e l’innovazione attraverso la creazione di servizi blockchain di stampo europeo. E’ chiaro che i nuovi equilibri del mercato internazionale si giocano, quindi, nell’investimento nelle nuove tecnologie.

In questo quadro, il D.L. Rilancio ha mostrato i primi segnali della volontà del Governo Italiano di supportare l’innovazione delle imprese italiane nella fase della ripresa.


Tra le novità del tanto atteso D.L. Rilancio, infatti, vi è la costituzione del Fondo per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, che prevede uno stanziamento di ben 50 milioni di euro per la digitalizzazione dei servizi della P.A., così da consentire a cittadini e imprese di svolgere sempre più pratiche per via telematica.

La misura si affianca ad un più vasto progetto di digitalizzazione del sistema Paese che, soprattutto con riferimento ai servizi della Pubblica Amministrazione, è tuttora ancorato a sistemi e procedure che non consentono una gestione efficiente dell'attività pubblica.

Il riferimento è al più vasto programma Smarter Italy, promosso dal MISE in collaborazione con AgID, e volto alla realizzazione di appalti innovativi per la digitalizzazione della P.A., con particolare riguardo a tre aree di intervento:

trasporti (Smart Mobility);

beni culturali (Cultural Heritage);

benessere sociale (Wellbeing).


Lo scopo del progetto è di migliorare la fruibilità dei servizi e dei trasporti, delle aree urbane e dei beni culturali, nonché la salute ed il benessere dei cittadini attraverso la realizzazione di appalti innovativi.

Il programma ha avuto inizio con il progetto Smart Mobility, nato allo scopo di sperimentare soluzioni che possano innovare e migliorare il settore del trasporto pubblico e, di conseguenza, la fruibilità dello stesso, nonché di rispondere alle sempre più evidenti esigenze di efficientamento dei trasporti di persone e merci e di favorire la ripresa sociale ed economica del Paese dopo l’emergenza Covid-19” (cfr. comunicato stampa AgID, disponibile qui ).


L'intento del Governo è di coinvolgere gli operatori economici nella realizzazione di piani strategici per rispondere alle esigenze di innovazione del Paese. Allo scopo, il 5 maggio scorso è stata indotta una call rivolta al mercato per raccogliere idee, piani e progetti e creare un dialogo tra start-up, imprese, centri di ricerca, associazioni e amministrazioni per l'adozione di una linea tecnologica comune e volta, tra le altre cose, a fronteggiare l'esigenza di semplificazione post-Covid.

E' del 14 maggio scorso la notizia del lancio del primo bando del suddetto programma, che potrà contare su un fondo ammontante a circa 20 milioni di euro, destinati alla realizzazione di progetti che consentano un miglioramento, in chiave innovativa, della gestione dei trasporti.


L'Italia si apre quindi all'innovazione in un'ottica decentralizzata e vicina alle esigenze di cittadini ed operatori economici.

Se la soluzione non può che essere la decentralizzazione, occorre chiedersi quale ruolo può giocare la tecnologia Blockchain e quale linea intende seguire tanto il nostro Governo quanto l’UE.

La strada imboccata sembra portare all’identificazione digitale unica ed alla fruizione decentralizzata, e non accentrata, della tecnologia. In tale contesto la Blockchain, le DLT e gli smart contract possono giocare un ruolo centrale.

Qualunque sia la strategia adottata dai singoli Paesi, è chiaro che il mercato digitale rappresenti la nuova ambizione dei mercati internazionali. Non resta che attendere fiduciosi che l’Italia riesca a conquistare un posto da leader nel mercato e nella nuova era digitale.